ATP Challenger 2019, Week 7: Steto Travaglia fa semifinale a Cherbourg e sale al 118 ATP

Bangkok, Thailandia (CH Tour 80, Hard): [3] H. Laaksonen (Svi) b. [14] D. Sela (Isr) 6-2 6-4
Lo svizzero Henri Laaksonen (trovate un suo profilo qui), finlandese di nascita con padre di origine italiana (Sandro Della Piana) a 26 anni conquista il quarto Challenger della carriera, a distanza di quasi 3 anni dall’ultimo. Tennista con un gioco vario e piacevole, Laaksonen è senza dubbio un giocatore da veloce, con un buon rovescio lungolinea sebbene anche sul diritto si difenda egregiamente. Lo ricordiamo qualche anno fa a Vicenza battuto da Edoardo Eremin, quando comunque ci fece una ottima impressione. Dotato della tds numero 3 e quindi avuto un bye al primo turno, lo svizzero ha superato prima Robert, poi De bakker e Go Soeda, prima di eliminare in semi l’australiano Duckworth. In finale si è scontrato con un tennista assai pericoloso, dato per favorito alla vigilia, come Dudi Sela, israeliano ex numero 29 del mondo. Trentatre primavere sulle spalle del piccolo ma insidioso Sela, che ha un gioco aggressivo da fondo, si difende bene per contrattaccare appena possibile: con un rovescio ad una mano esteticamente bello e anche molto efficace, gli avversari a volte lo attaccano sul diritto, che forse è un colpo meno positivo ma sinceramente a me Sela piace davvero molto perché in campo ha spesso un atteggiamento positivo e vincente. Limiti fisici notevoli, un servizio tutto suo, ma uno che è lì in alto nel tennis da una vita. Nella finale di Bangkok però lo svizzero ha lasciato le briciole all’israeliano, battendolo nettamente in due set. Per Laaksonen si avvicina al top 100 e si attesta al numero 121 ATP, per Sela salto di 28 posti e posizione ora 195 ATP. Ottavi di finale per Gianluca Mager, che come testa di serie aveva un bye, poi ha superato lo spagnolo Quique Lopez Perez, prima di arrendersi ai crampi nel terzo set degli ottavi contro l’americano Aragone, forse l’unico tennista professionista con il diabete di tipo 1. Nulla di grave per Gianluca Mager, il tennista di Sanremo è rimasto a Bangkok per il secondo torneo consecutivo nella capitale thailandese e si consola con il best ranking alla posizione numero 213 ATP. Eliminato nelle quali Moez Echargui dal russo Tiurnev.

Gianluca Mager
Cherbourg, Francia (CH Tour 80, Hard): [1] U. Humbert (Fra) b. S. Darcis (Bel) 6-7 6-3 6-3
Doppio: [2] R. Galloway/N. Lammons (Usa) b. [ITF] R. Brancaccio (Ita)/J. Barranco Cosano (Esp) 4-6 7-6 10-8
Nel torneo indoor francese è Stefano Travaglia a darci le migliori soddisfazioni della settimana come italiani, con una semifinale che lo conferma in ottima forma dopo le qualificazioni ottenute a Melbourne nello Slam australiano e al 250 di Sofia. L’ascolano, 26 anni, può ancora crescere come prestazioni, perché pur avendo giocato un torneo super, ha mostrato che ci sono margini di miglioramento, in particolare sulla tenuta fisica e nervosa. A fine marzo ha la vittoria del Challenger di Marbella dello scorso anno da difendere, alla ricerca della fatidica top 100. Travaglia aveva la tds 3, e dopo il bye ha superato in tre set il francese Maxime Janvier, per poi ripetersi contro un altro transalpino, Baptiste Crepatte, per altro dato in gran forma. Nel derby con Lucone Vanni nei quarti di finale, l’ascolano ha speso moltissime energie, soprattutto psicologiche, che poi gli sono mancate nella semifinale contro l’ex top 100 belga Darcis, che lo ha battuto in rimonta. Stefano Travaglia è stato anche colpito da crampi e da un leggero infortunio (probabilmente una contrattura) al polpaccio che non gli hanno reso possibile lottare al massimo nel set decisivo contro il belga. La finale è stata vinta dal favorito della vigilia, il padrone di casa Ugo Humbert (qui un suo profilo), mancino al quarto successo Challenger della carriera, che lo proietta al best ranking al numero 75 ATP. Da parte sua Darcis, dopo essere stato fermo più di un anno, per un grave infortunio, a 34 anni si sta rimettendo in gioco, ripartendo dal basso e risale in top 300 con questo importante risultato. Detto di Vanni che fa quarti di finale, Gianluigi Quinzi e Simone Bolelli sono andati fuori agli ottavi, mentre Brancaccio e Moroni hanno vinto una partita, fermandosi poi al secondo turno. Subito out Bonadio, bravo a qualificarsi. Nel doppio soddisfazione, punti e soldi per Raul Brancaccio che in coppia con l’amico spagnolo (lui che è di casa in Spagna) Barranco Cosano ha fatto finale nel torneo di doppio.


Ora si parte da lunedì col Challenger di Bergamo, il primo della stagione in Italia, sempre sul veloce indoor. Tantissimi gli italiani in campo, con le Wild Card attesissime: Julian Ocleppo che ha pescato il francese Lamasine, il vincitore degli Aus Open Junior 2019 Musetti che se la vedrà con il russo Safiullin, l’ottimo Zeppieri, allenato da Coach Piero Melaranci, che sfortunatamente ha Galovic che su queste superfici vale più della sua classifica. Poi Caruana incrocerà la racchetta con il ceco Kolar (partita possibile) e infine l’attesissimo Sinner ha l’austriaco Miedler (allenato da Ronnie Leitgeb, ex coach di Quinzi che potrà dargli qualche consiglio in più, visto che con Miedler ci si allenava tutti i giorni). Il russo Donskoy ha la tds numero 1 mentre la 2 è di Travaglia. Moltissimi altri azzurri al via, sperando che Bergamo incoroni un italiano.
Alessandro Zijno