ATP Challenger 2019, week 1 : Sonego quarti a Playford , Vavassori finalista in doppio a Orlando

Lorenzo Sonego migliore degli azzurri in singolare, Andrea Vavassori benissimo in doppio.

Col nuovo format a 48 giocatori nel main draw e solo 4 in quali è partita la stagione 2019 dei Challenger, con Noumea e Playford in Oceania e Orlando in America.
Noumea, New Caledonia, CH 90, (81.240$+H, Hard): M. Ymer (Swe) b. [3] N. Rubin (Usa) 6-3 6-3
Lo svedese di origini etiopi Mikael Ymer, 20 anni, vince il suo primo Challenger della carriera battendo in finale il mito dell’ebraismo tennistico Noah Rubin, statunitense ma rappresentante di tutti gli ebrei del mondo a sentire le sue parole. Il più giovane dei fratelli Ymer raggiunge così la posizione numero 196 del mondo, suo nuovo best ranking guadagnando più di 50 posti in classifica. Dotato di gambe esplosive e buoni fondamentali il colored svedese si propone come una delle possibili sorprese del 2019. Si è rivisto Donald Young in semifinale e vincitore in doppio con Dustin Brown, tornato a discreti livelli dopo un 2018 terribile. Per i colori azzurri migliore dei nostri è stato Salvo Caruso, favorito da un bye al primo turno per il nuovo format che agevola le teste di serie, poi vittorioso sul francese di origini asiatiche Wang prima di uscire per mano di Sakharov agli ottavi; 156 ATP confermato per il siciliano Caruso, allievo di Paolo Cannova. Baldi fuori al secondo turno, eliminato dal cileno Barrios Vera, uno da tenere d’occhio: il milanese tuttavia si consola col best ranking 168 ATP. Eliminati Giustino e Marcora al primo turno.
Playford, Australia CH 90, (81.240 $+H): [10] R. Dutra Silva (Bra) b. [8] M. Moraing (Ger) 6-3 6-2
Qui la testa di serie numero 1 del tabellone era il nostro Lorenzo Sonego, che si è discretamente comportato raggiungendo i quarti di finale, conquistando 17 punti e 2190 $ di prize money. Per Sonego, il luxury player torinese, due belle vittorie su Kolar e Otte prima di perdere col finalista del torneo, il bombardiere tedesco Moraing 6-4 al terzo set. L’allievo di Gipo Arbino riavvicina così la fatidica top 100 (104 ATP). Proprio Moraing (150 ATP) aveva un bisogno spasmodico di questi 55 punti della finale, perché il bombardiere tedesco aveva in scadenza la finale dello scorso anno a Bangkok. Eppure il servizio, colpo migliore del tennista di Mulheim an Der Ruhr, non lo ha supportato a sufficienza nella finale contro il brasiliano Rogerio Dutra Silva, un vecchio combattente brasiliano, 34 anni e numero 134 ATP dopo questa vittoria che è l’undicesimo titolo a livello Challenger. Non dimentichiamoci che il brasiliano ha raggiunto solo un paio d’anni fa il suo best ranking al numero 63 ATP, semmai la sorpresa è arrivata per la superficie che non è la preferita di Rogerio, amante della terra rossa al contrario di Moraing che vince quasi esclusivamente sul veloce. Luca Vanni ha raggiunto dei buoni ottavi di finale, prima di perdere dal cinese Zhe Li. Travaglia fuori al secondo turno, mentre subito eliminati Donati, Napolitano e Gaio.


Orlando, USA, FL, CH 80, (54.160 $ + H): M. Giron (USA) b. [1] D. King (Bar) 6-4 6-4
Doppio: [1] Arneodo/Vasilevski b. [3] Vavassori/Oliveira 7-6 2-6 15-13
Solo 260 $ e zero punti per un coraggioso Gianluca Mager che è volato negli USA per questo Challenger: ha fruttato poco al momento questo investimento ma va assolutamente incoraggiato, perché il talento c’è e la voglia pure. Per il sanremese, unico azzurro in gara, sconfitta al primo turno con lo statunitense Sarkissian 6-3 al terzo set dopo una prestazione comunque buona, festeggiando anche il best ranking al numero 271 ATP. Il torneo è andato allo statunitense Marcos Giron, 25enne californiano che con questo primo Challenger vinto in carriera rientra in top 300 piazzandosi alla posizione numero 251 ATP, vicino al suo miglior risultato 238 della classifica mondiale. In finale l’americano ha battuto il tennista delle Barbados Darian King che un paio di anni fa sfiorò la top 100. Si rivede in semifinale il portoghese Gastao Elias, ex numero 57 del mondo, che ha avuto un 2018 a dir poco disastroso anche per vicende personali extratennistiche. Buono il torneo anche per l’americano Michael Redlicki che ha onorato la Wild Card offerta dalla USTA (la federazione americana) e di cui si parla troppo poco: il 25enne mancino raggiunge il best ranking al numero 350 ATP e pur non giovanissimo sta dimostrando di poter stare nel tennis che conta. E’ uno dei tanti americani che si è formato nelle università, abbinando studio e tennis e quindi esplodendo naturalmente più tardi.
Alla fine il migliore dei nostri in settimana nei Challenger è stato Andrea Vavassori che in coppia con il portoghese Oliveira ha raggiunto la finale ed è andato anche molto vicino a vincerla, sconfitti solo al supertiebreak dopo essere stati anche avanti nel punteggio. Andrea Vavassori che sta puntando tanto sul doppio aggiunge altri 48 punti al suo contabile, si porta a casa anche 900 euro lordi che comunque contribuiscono a ripagarsi la trasferta e in classifica dovrebbe salire di circa 10 posizioni arrivando intorno alla 120 ATP.
Alessandro Zijno