ATP Challenger 2023, Week 8: Giulio Zeppieri, finale a Rovereto e best ranking al 117 ATP

Monterrey, Messico (CH Tour 125, Hard): [6] N. Borges (Por) b. B. Gojo (Cro) 6-4 7-6

Bengaluru, India (CH Tour 100, Hard): M. Purcell (Aus) b. [2] J. Duckworth (Aus) 3-6 7-5 7-6

Quarti di finale per Luca Nardi mentre Giustino e Maestrelli sono usciti al primo turno.

Rome, GA, Usa (CH Tour 75, Indoor Hard): [1] J. Thompson (Aus) b. [WC] A. Michelsen (Usa) 6-4 6-2

Rovereto, Italia (CH Tour 75, Indoor Hard): [2] D. Stricker (Sui) b. [3] G. Zeppieri (ITA) 7-6 6-2

Quarto titolo Challenger per Dominic Stricker: lo svizzero si aggiudica la prima edizione del “Città di Rovereto” battendo Giulio Zeppieri in una finale decisa da un primo set un po’ folle. “Due settimane fa ho vissuto un brutto momento, ringrazio la mia famiglia per essermi stata vicino e avermi restituito la motivazione”. Grande successo di pubblico: Rovereto promossa a pieni voti.

Si è fermata a nove partite la striscia vincente di Giulio Zeppieri. Il sogno di vincere back-to-back a Cherbourg e Rovereto si è infranto nella finale contro Dominic Stricker, bravo ad aggiudicarsi (7-6 6-2 lo score) un match a due volti. È dunque lo svizzero il vincitore degli Internazionali di Tennis – Città di Rovereto (73.000€, Play-It), prima edizione di un torneo che ha superato ogni aspettativa: a un’organizzazione impeccabile si è affiancata l’impressionante partecipazione del pubblico, che anche per la finale ha preso d’assalto l’Itas Arena: non è azzardato sostenere che ci fossero almeno 600 spettatori, molti dei quali hanno assistito all’incontro in piedi. Ha vinto Stricker, ma Zeppieri può recriminare per un primo set perso al fotofinish dopo aver avuto quattro setpoint in uno schizofrenico tie-break: si era trovato in svantaggio 4-0, ha vinto sei punti di fila ma non è riuscito a chiudere. I due setpoint giocati sul proprio servizio gridano vendetta: sul 6-5 aveva lo scambio in mano ma non è stato incisivo con la volèe, facendosi infilare dal pallonetto di Stricker. Sull’8-7, poi, ha commesso un banale errore di rovescio al termine di uno scambio prolungato. Al contrario, Stricker ha trasformato il primo setpoint e il match – nei fatti – è finito lì. “Nel primo set Giulio ha giocato molto bene, non è stato facile perché all’inizio ero un po’ nervoso – ha detto Stricker – il tie-break è stato cruciale per entrambi. Credo che per lui sia stata molto dura perderlo perché ha avuto molte chance. Da parte mia sono super contento e posso dire che il secondo set è stato perfetto”.

Quando Stricker parla di chance allude anche al vantaggio di 5-3 30-0 per Zeppieri. Su quel punto, un colpo di Stricker (probabilmente fuori) è stato giudicato buono. L’azzurro si è un po’ disunito, ha faticato a togliersi di testa l’episodio e ha chiuso il game con un doppio fallo. Poi c’è stato il tie-break, il cui esito ha un po’ sfibrato Zeppieri. Da parte sua, Stricker ha mostrato sprazzi di un tennis spumeggiante, anche se nel primo set l’azzurro era riuscito a contenerlo nel dialogo da fondocampo. “Negli ultimi mesi sono migliorato tanto sia fisicamente che mentalmente – dice Stricker – ho lavorato bene durante la offseason e sto affiancando un fisico più forte a un livello di tennis che è sempre stato buono”. Forse è in leggero ritardo rispetto ad alcuni coetanei, ma uno col suo tennis è destinato ad arrivare. Secondo Alessandro Greco, responsabile tecnico di Swiss Tennis, ci vorranno quattro anni affinché raggiunga il massimo del suo potenziale. “Difficile ipotizzare una tempistica, ma di sicuro sono sulla buona strada – dice Stricker – vincere un titolo è sempre speciale, adesso la classifica migliorerà e avrò la possibilità di giocare tornei importanti, con tante chance per progredire. Nei prossimi 1-2 anni possono succedere tante cose”. Nonostante sia già piuttosto popolare, anche per il suo legame d’amicizia con Roger Federer, lo svizzero non è ancora entrato tra i top-100 ATP (con questo successo salirà al numero 120 ATP, non distante dal best ranking al 111). È dunque legittimo chiedergli se ha fissato degli obiettivi stagionali. “Sul piano dei risultati voglio costanza – dice – non deve più succedere di vincere un torneo e poi fare 3-4 primi turni di fila. In termini di classifica non ho obiettivi specifici: ovviamente vorrei entrare il prima possibile tra i primi cento, ma le cose possono cambiare molto rapidamente, anche da una settimana all’altra”.

ROVERETO DIECI E LODE

Dopo aver concesso selfie e autografi al numeroso (ed educatissimo) pubblico di Rovereto, Stricker si è concesso una videochiamata insieme al suo coach e ha scattato le foto di rito a uso e consumo dei social media. Però si fa serio quando gli si chiede se ha una dedica speciale per questa vittoria. “Due settimane fa ho avuto un periodo molto duro – racconta – quindi tornare dopo un piccolo stop e vincere un torneo è splendido. La mia famiglia mi ha aiutato tanto, ci sono sempre per me e allenarmi a casa è stato fantastico, perché mi sono ricaricato e ho ritrovato la motivazione”. Stricker è in tabellone al Challenger di Pau, ma ha lasciato intendere che potrebbe rinunciare per presentarsi al 100% a Lugano, laddove ha vinto il suo primo Challenger due anni fa. Di sicuro non andrà a Pau Giulio Zeppieri, che ha ufficializzato il forfait per la fatica dopo due settimane a tutta birra. Di certo queste due settimane hanno regalato un giocatore nuovo, diverso, che alla ripresa dell’attività avrà tante certezze in più. Le stesse certezze di un torneo che si è presentato in grande stile nel circuito mondiale, confermando la bontà dell’intuizione di portare il grande tennis a Rovereto. Grande soddisfazione per i due direttori (Marco Fermi e Luca Del Federico), i quali hanno incassato i complimenti delle autorità presenti: l’Assessore al Turismo e allo Sport della Provincia Autonoma di Trento Roberto Failoni e il Sindaco di Rovereto Francesco Valduga. “Possiamo dire che tutti gli eventi sportivi in Trentino sono un successo, e questo non ha fatto eccezione” ha detto Failoni. Come ha concluso il presidente del circolo Giorgio Trentini, c’è l’auspicio che questo torneo sia soltanto l’inizio di una lunga storia. E chissà che non si possa crescere ulteriormente.

Alessandro Zijno