Chiara Catini, Vivere da Professionista e Sognare come da Bambina

Dopo anni duri, bersagliata anche da qualche infortunio di troppo, Chiara Catini vive un momento positivo e dalla trasferta di Monastir si riporta a casa la Top 1000 WTA, tante partite vinte e un bel po’ di fiducia. Nel corso di queste 4 settimane Chiara Catini ha sconfitto tenniste interessanti come la russa Ureke, l’algerina Ibbou o l’olandese Lian Tran, facendo partita pari con ragazze già affermate come Kubareva (19 anni ma già top 500 WTA), l’astro nascente Daria “Dasha” Astakhova, la fortissima svizzera Lulu Sun e la cilena Barbara Gatica dotata di un bel rovescio ad una mano e già assai esperta.  Ecco l’intervista esclusiva alla tennista romana che si allena al TT Vianello nella Capitale da cui esce un ritratto di una ragazza che ha sofferto e finalmente compreso cosa le serve per emergere.

Chi è Chiara Catini?

“Chiara è una ragazza con un solo sogno nel cassetto: diventare una giocatrice. Sono cresciuta nel mondo del tennis, grazie a mamma e papà, appassionati e Maestri di tennis. Da sempre mi sono ispirata a Maria Sharapova. Vedo in lei quello che potrei essere io, una giocatrice aggressiva che tende a spingere molto e cercare il punto, a volte anche esagerando! Nel 2017 ho avuto un primo infortunio alla caviglia che mi ha costretta a star fuori dalle competizioni per più di un anno. Alla fine mi sono dovuta operare. La riabilitazione e la ripresa non sono state facili e per me quello è stato un momento molto buio sul piano psicologico: tutto mi sembrava complicato e pesante e il futuro mi spaventava. Quando ho ripreso però mi sono subito andata a conquistare il titolo di campionessa regionale di singolare e doppio. Era ottobre 2018 e vedevo la luce in fondo al tunnel. Da lì a poco però a dicembre 2018, sono ricominciati i problemi alla caviglia, avevo male e non riuscivo ad allenarmi. In quel momento stavo davvero male, soffrivo molto e oltretutto stavo lontano da casa. I medici provarono ad aiutarmi in ogni modo, finchè a febbraio 2019 hjo dovuto accettare di sottopormi ad un nuovo intervento: lacrime e disperazione. Vedevo i miei sogni sgretolarsi in mille pezzi mentre guardavo la mia caviglia con 30 punti di sutura. Se possibile la riabilitazione è stata ancora più faticosa di quella precedente ed ogni giorno cercavo la forza per andare avanti e pensare positivo. Quando ho ripreso però la voglia di giocare, lottare, sudare e competere non erano sparite, anzi erano ancora maggiori. Da un anno ho cominciato la collaborazione con il TT Vianello: sono seguita da tutti i punti di vista e sono molto contenta. Da subito è nato qualcosa di speciale e inspiegabile con tutto il team: Massimo Vianello, Antonello Regina e Marco Martizi mi stanno aiutando a crescere sia a livello fisico che mentale oltre a quello tecnico. Con loro lavoro molto sul costruire il punto in maniera aggressiva per andare a chiudere in avanti. C’è ancora moltissimo da migliorare ma ora, grazie a loro, riesco a sentirmi sempre più vicina a giocatrici di buon livello WTA. Purtroppo con il mio tennis “rischioso” gli errori sono tanti e qui nessuno regala niente.  In questi mesi post-lockdown ho battuto gente di buon livello, tennista piazzate intorno alla posizione 500 o 600 del mondo e mi sono confrontata con molte ragazze. Credo che lo scalino più grande da scavalcare sia la continuità, cioè giocare più partite ad un buon ritmo o livello. Ma questo dipende in gran parte da quanto uno può permettersi di girare il mondo e il tennis è uno sport molto dispendioso! Non tutti possono permettersi di stare fuori 3 settimane al mese! Eppure bisogna farlo, se si vuole salire: è un investimento in tutti i sensi. In realtà nei 15mila dollari si guadagna una miseria e si spende davvero tanto. Se sei 400 al mondo non ti conosce nessuno, nessuno ti considera e non guadagni. E senza soldi fatichi ad andare avanti. Per dire quando parto per tornei cerco sempre di risparmiare il più possibile e si sedimentano tanti retropensieri del tipo “se non faccio bene ho sprecato i soldi”. Questo ti dà una tensione in più, una pressione maggiore come se non bastassero quelle che ogni tennista si mette da solo a livello di prestazione. Da questo punto di vista il tennis è uno sport durissimo.”

 

Chiara che identità di gioco senti di avere?

Mi sento una giocatrice completa tendente ad un tennis aggressivo. Dico completa perché so fare un po’ tutto, mi difendo su tutti i fondamentali. Sto provando ad implementare il mio gioco a rete e sto perfezionando la ricerca della palla sempre partendo dal presupposto di giocare con aggressività. In questi ultimi match tutto ciò ha pagato molto bene, ho vinto molti punti a rete e ho provato a giocare sempre profondo e a non perdere campo.”

Chi chiami o messaggi appena finito un match?

“Quando finisco una partita la prima persona che sento o con cui mi confronto è mio papà. Da piccolina temevo molto il suo giudizio, adesso per me è una risorsa e ne sento la necessità. Ovviamente parlo anche con mamma che mi aiuta a tirarmi su o a motivarmi. Entrambi sono positivi e credono molto in me. Ho una grande famiglia che mi sostiene, nonni e zii compresi! Ho un rapporto bellissimo con i miei fratelli Daniele e Lorenzo; mi alleno con mio fratello maggiore, e a differenza di quanto succedeva da piccoli, non litighiamo più in campo! Ogni tanto quando vedono i miei match accennano delle critiche, ma sempre costruttive.”

Daniele Catini

*******************************Le parole di Daniele Catini, suo fratello*****************************

Chiara è sempre stata una giocatrice talentuosa, ha sempre avuto le carte in regola per giocare con le più brave. Questo talento per altro le è stato sempre riconosciuto dai Maestri che da una parte però le rimproveravano una troppo debole dedizione al lavoro. Oggi finalmente sembra aver trovato qualcuno al TT Vianello veramente capace di tirare fuori quella fame e quella cattiveria agonistica che servono per allenare un colpo in più, un’ora in più. Insomma dare il massimo. Il merito di questi risultati molto positivi è da dividere equamente tra lei stessa e tutto lo staff del TT Vianello. In particolare Massimo Vianello e Antonello Regina, Maestro e Preparatore, li conosco bene ed insieme a loro sono convinto che Chiara arriverà in alto. Non ho dubbi.”

**************************************Le parole del suo adorato papà Valerio****************************

“Chiara gioca un bel tennis, le manca in particolare la costanza nel rendimento. A me piace molto il suo gioco perché amo un tennis fatto con molti vincenti, giocato con le anticipazioni e con i piedi dentro al campo. Chiara può migliorare i risultati se limita le percentuali degli errori, in particolare quelli gratuiti, rispetto ai vincenti. Nonostante i due interventi alla caviglia e i due anni persi Chiara sta recuperando grazie alla sua determinazione e alla voglia di migliorarsi. E’ molto ben seguita dai Maestri Massimo Vianello e Marco Martizi coadiuvati dal bravissimo preparatore atletico Antonello Regina che la sta facendo crescere molto dal punto di vista atletico. Il tennis femminile, che seguo da parecchio, mi insegna che una tennista come Chiara ha buone possibilità di salire nel ranking WTA e per fine anno speriamo che entri tra le prime 1000 (credo che sia quasi sicuro a questo punto NDR) per fare una buona programmazione. Speriamo anche di trovare degli sponsor per il prossimo anno e proveremo l’assalto alla top 500. Prossimi tornei? Pensiamo di andare a novembre in Egitto, sempre sul veloce.”

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Quale è la giornata tipo di Chiara Catini?

“La mia sveglia di solito è per le 7.00, alle 9 sono al circolo, mi riscaldo fisicamente e alle 9.30 entro in campo. Alle 11 comincia la preparazione atletica fino alle 12.30. Poi pranzo con ciò che mi sono portata da casa (approfitto per ringraziare mamma e nonna che mi preparano qualcosa) e alle 14.45 si ricomincia. Può capitare che salti, una volta a settimana o due, l’allenamento pomeridiano se il mio fisico non mi consente troppo carico. Fino alle 17 siamo in campo dopodichè me ne vado in palestra per fare un lavoro specifico (forza ad esempio) almeno due volte a settimana, con il chiaro obiettivo di fare prevenzione agli infortuni, in particolare per le articolazioni di ginocchio e caviglia. Il mio preparatore fisico mi ha assegnato dei compiti specifici proprio per evitare problemi. Poi si va a letto presto e si ricomincia il giorno dopo.”

Cosa risponderesti a chi sostiene che è un tennista professionista solo chi guadagna col tennis?

Per me questo è un lavoro, una attività professionale ad ogni livello che svolgo con la massima cura e attenzione, oltre che impegno. Magari ora mi dà poco in termini economici ma guardo al futuro con fiducia! Professionisti, secondo me, sono tutti coloro che praticano il tennis o qualsiasi sport ad un livello tale da considerarlo il loro lavoro, il loro impegno quotidiano. La mattina io mi sveglio e ho il focus per il tennis. Economicamente c’è chi ha la fortuna di poter girare tanto e chi no….sicuramente un aiuto potrebbe essere quello di supportare finanziariamente i ragazzi nei resort. Noi stiamo adesso ad esempio 4 settimane qui a Monastir, e siamo obbligati a stare qui dentro in realtà per poter giocare: il prezzo però è troppo alto ad esempio per poter portare anche il proprio coach o preparatore atletico!

Sapresti quantificare quanto spendi per la tua attività ogni anno?

“Io in realtà finora ho giocato poco in carriera a causa dei problemi alla caviglia, diciamo 3 tornei l’anno, molto pochi rispetto a quanto se ne dovrebbero fare per salire in classifica e fare esperienza. Ora sto qui a Monastir 4 settimane e costerà oltre 2mila euro. Più di uno stipendio medio! Assurdo!

Mi racconti il tuo percorso con i vari allenatori che hai avuto?

“Mi sono allenata in diversi posti. Per 3 anni sono stata ad Anzio all’Accademia dei Piccari, e il primo anno ero seguita da Alessandro Piccari! Una persona eccezionale e con un carattere che si sposava bene con il mio. Poi le nostre strade si sono divise e sono stata seguita da altri allenatori nella loro Accademia. Sono bravissimi, nulla da dire, ma io non stavo bene, avevo dei problemi e non sono potuta restare. Ora al TT Vianello ho finalmente trovato il “mio” posto”! Una seconda famiglia praticamente, mi alleno con solo ragazzi e mi sento coccolata da tutti. Questo mi spinge ad allenarmi sempre con voglia e con quel sorriso tanto importante per approcciare bene il nostro sport.”

Che differenze vedi tra le ragazze italiane e quelle straniere? E hai amiche nel circuito?

Di amiche vere nel circuito ne ho una sola, Giorgia Pinto! Ci ho vissuto due anni insieme e la sento sempre quando ho qualche problema. Parliamo tanto e di tutto. Le altre sono conoscenti, tra noi ci parliamo certo, e mi piace stare in compagnia ma l’amicizia è un’altra cosa. Il tennis ti fa conoscere tante persone ma è anche un mondo con tantissima invidia, e alla fine si possono avere anche dei nemici. Le ragazze straniere può sembrare che abbiano più focus per il tennis, che siano più inquadrate, ed è un fatto di cultura probabilmente: noi in Italia maturiamo magari dopo, però poi dipende da persona a persona.”

************************Le parole della migliore amica Giorgia Pinto (# 696 WTA)*********************

“Chiara è una persona stupenda. Ci siamo conosciute 3 anni fa circa e per caso ci siamo trovate a condividere un appartamento e gran parte dei nostri rispettivi momenti liberi. Chiara è una ragazza solare, sempre allegra e disponibile, pronta a farti fare un sacco di risate nei momenti tristi e di supportarti quando ne hai bisogno. Credo non sia facile incontrare qualcuno di cui fidarsi nel circuito femminile: spesso quelle che ti sembrano essere vere amiche si rivelano altro… Con lei è stato diverso, forse la chiave è che abbiamo scoperto il meglio ma anche il peggio l’una dell’altra e ne siamo uscite fuori con un grande abbraccio e tante risate. Ricordo una finale Open giocata poco dopo che ci eravamo conosciute: vinse Chiara al terzo set e non ci siamo “risparmiate nulla” (e ride NDR)… a fine match eravamo più unite di prima! Negli ultimi anni Chiara è cresciuta tanto, sia come tennista che come persona, ha dovuto affrontare un intervento che l’ha tenuta lontana dai campi per molto tempo ed è stata davvero dura per lei. Ma ama questo sport, questa vita ed è tornata più forte e determinata di prima. Da sempre la potenza nei colpi ed il timing sono stati i suoi punti di forza ma io l’ho trovata cambiata: ha capito che doveva lavorare sodo atleticamente, e quello che ha fatto di buono in Tunisia è solo il risultato di tanta dedizione. Non avevo dubbi che sarebbe successo. Le auguro tutto il bene di questo mondo, per me Chiara è la sorellina più piccola che non ho mai avuto. Spero raggiunga davvero tutti gli obiettivi che si è prefissata perché merita davvero tanto e soprattutto perché credo che ne abbia le potenzialità!”

Giorgia Pinto

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Quali sono le qualità che servono per emergere nel tennis oggi?

“Mah secondo me in primis ci vuole tanta voglia e tanta testa: il resto viene da sé.”

L’ultimo match, quello che la fortissima Barbara Gatica ti ha visto giocare alla pari, avere anche chance sia nel primo che nel secondo set, ma uscire sconfitta: come commenti questa ultima gara?

“Oggi (nel match con Gatica NDR) non ho avuto molta testa e il fisico non mi ha aiutato. Ero nervosa ed ho sbagliato molto, forse è stato il mio peggior match in queste settimane positive. Il livello c’è, quindi mi dispiace proprio per oggi perché potevo fare meglio. Però queste 4 settimane sono state molto positive, anche se con qualche rammarico! Potevo fare 2 semifinali e le ho sfiorate davvero di poco. In fondo però sono partita un mese fa con l’idea di prendere il terzo punto WTA (servono 3 tornei a punti per entrare nella classifica mondiale) per entrare nel ranking e oggi mi trovo con 8 punti, una Top 1000, due quarti (che non avevo mai fatto!) e due ottavi di finale! Ripeto, mi accorgo che il livello ce l’ho e che mi manca solo un pizzico in più di convinzione. Questo mi incoraggia nonostante tutto! Ora voglio concentrarmi ancora sull’allenamento e sui prossimi tornei, anche se la programmazione è molto complicata a causa del Covid!”

Forza Chiara, il panorama internazionale dei tennis femminile è piuttosto variegato e anche se non è così vero (come qualcuno sostiene) che il livello sia sceso verso il basso, puoi migliorare ancora molto e dire la tua. In realtà rispetto al passato oggi c’è una migliore preparazione atletica delle ragazze, soprattutto delle più giovani e in ascesa. Forse rispetto a qualche tempo fa si usano meno le variazioni (ma si sta tornando ad allenarle fortemente) e c’è una tendenza ad un gioco monocorde fatto di molta potenza, rendendo tutte le giocatrici delle attaccanti da fondo. Chi sa distinguersi tatticamente e sa fare con consapevolezza più cose può venire fuori in termini di classifica. Certo è che tutto parte da una motivazione interna notevole che Chiara sembra aver ritrovato. Chiara Catini ha il vantaggio di una famiglia con DNA culturale sportivo, e oggi di un team di lavoro che la sostiene e in cui lei crede fortemente. Non è molto reclamizzata, forse perché non più teen ager in un mondo che “brucia” molto velocemente o forse perché in effetti ancora non aveva mostrato in termini di performance le sue notevoli qualità. Stiamo alla finestra, ci potremmo divertire.

Alessandro Zijno