ATP Challenger, ITF, 2020, Week 20: Aiuti economici solo ai top 500 maschi e femmine. E’ polemica

Gli organi di governo del tennis internazionale, ATP, WTA, ITF, hanno stabilito i criteri per l’assegnazione degli aiuti economici ai tennisti in questo momento di stop forzato del circuito. E la scelta ha fatto letteralmente infuriare una buona fetta di tennisti professionisti. Qualche settimana fa si era vociferato di aiuti almeno per i primi 750 del mondo, sia per i maschietti che per le femminucce. E invece soltanto alcuni tennisti professionisti riceveranno i denari del Player Relief Fund, istituito come fondo anti-pandemia.

Andiamo nel dettaglio.

Maschi.

Il contributo sarà di 8.650 dollari (divisi in due rate) per i compresi tra il n.101 e il n.500 ATP, mentre i doppisti (fascia di ranking 51-175) avranno un sostegno pari a 4.330 dollari. L’ATP ha stabilito dei criteri per eliminare chi sembra essere più ricco. I limiti sono stringenti: per accedere al fondo, bisogna aver guadagnato meno di 250.000 dollari nell’ultimo anno, e meno di 1 milione negli ultimi quattro. Inoltre bisogna sapere che esiste già un fondo che aiutava i tennisti del livello Challenger per i viaggi. Chi li ha presi già (sono 2000 dollari) vedrà il suo aiuto diminuire di questa cifra.

Femmine.

Le donne riceveranno un pagamento massimo di 10.400 dollari, divisi in due rate. Per ottenerli, le giocatrici devono aver partecipato ad almeno sei tornei WTA nei dodici mesi prima dello stop. Di questi, almeno uno deve essere uno Slam. Se una giocatrice non soddisfa i requisiti (o magari ne ha giocati di più, ma senza mettere piede in uno Slam), avrà diritto a metà della cifra (5.200 dollari). Non esistono differenze tra singolariste e doppiste. Poi ci sarebbero altre limitazioni: non riceveranno aiuti quelle tenniste che hanno guadagnato più di 350mila dollari negli ultimi 12 mesi dalla data di chiusura totale; chi ha guadagnato  più di 1,4 milioni di dollari negli ultimi 4 anni; chi in carriera ha superato i 3,5 milioni di guadagni grazie ai prize money.

Il nostro Francesco Vilardo sta provando a lottare, come rappresentante degli interessi di chi gira il circuito Futures, per avere più trasparenza e maggiore chiarezza. Alla fine della fiera questi aiuti sembrano troppo scarni e anche troppo iniqui, sia per il circuito maschile che per quello femminile.

Alessandro Zijno