ITF World Tennis Tour 2019, week 20: Primo Titolo per Francesco Forti a Casale Monferrato

M25 Doboj, Bosnia (25K, Terra): [8] C. O’Connell (Aus) b. [3] B. Van De Zandschulp (Ned) 6-4 7-6
Addirittura sesta finale stagionale e secondo titolo per Christopher O’Connell, tennista australiano precipitato in classifica ATP a causa di un infortunio. Per lui 3 punti e ingresso in top 600 lui che è stato anche numero 219 ATP e che si allena con Fernando Ibarrola a Sidney. Battuto in finale l’olandese Van De Zandschulp, al quale la trasferta bosniaca ha portato bene, 4 punti, soddisfazione e autostima grazie a vittoria la settimana scorsa e finale in questa. L’unico azzurro presente era Nicolò Turchetti della Rome Tennis Academy di Vincenzo Santopadre, che ha raggiunto il secondo turno. 6 punti ITF che gli regaleranno il best ranking nella classifica secondaria introdotta quest’anno ad un passo dalla top 200 ITF.

Fernando Ibarrola, coach di O’Connell
M25 Luan, Cina (25K, Hard): [3] F. Sun (Chn) b. [6] J. Cui (Chn) 7-5 6-4
Senza azzurri in tabellone, il successo nel 35mila cinese è andato a Fajing Sun, 22enne padrone di casa, fuori dalla top 500 ATP, al suo secondo titolo in carriera, il più importante. Non è un tennista sul quale i cinesi punta, loro che sono alla ricerca del campione da mostrare al mondo anche come risorsa politica, in particolar modo come risposta al potere occidentale. Senza giocatori top 200, la Cina ha il tennista meglio posizionato in classifica in Ze Zhang, 234 del mondo che però ha già 28 anni e quasi nessuna opportunità di giocare gli ATP. Il secondo come ranking è Zhe Li, 242 ATP, che di anni ne ha addirittura 32. Nessuno di loro due esce dal seminato, restano in Asia a fare Challenger o ITF di alto livello e nulla di più. Quello che dà più garanzie per il futuro forse è Yibing Wu, allenato da Sven Groeneveld e per questo un po’ osteggiato dai cinesi nazionalisti che vedono nell’ingerenza dei coach stranieri una “diminutio” del loro lavoro. Yibing Wu ha 19 anni e ancora però è molto incostante. Altro talento è Zhizhen Zhang, di cui ho parlato spesso perchè allenato da Cristian Brandi che ne parla molto bene. Il problema cinese sta nella chiusura del loro mondo, alla fine per loro è più importante provare a vincere i giochi asiatici che entrare nel tabellone di Wimbledon, sia per un discorso di prestigio locale sia per una questione di sponsor.
M15 Praga, Repubblica Ceca (15K, Terra): V. Kopriva (Cze) b. P. Rikl (Cze) 6-2 6-3
Finale tutta ceca nel 15mila dollari di Praga che ha visto trionfare il talentino padrone di casa Vit Kopriva, già in evidenza nelle settimane passate e al suo quinto titolo in carriera, secondo stagionale che lo lancia in top 40 ITf e presto protagonista dei Challenger su terra battuta, forse anche in Italia. Kopriva in finale ha sconfitto il connazionale Rikl che si allena alla IMG Acadmy a Bradenton ed è di due anni più giovane. Non c’erano azzurri a Praga.
M15, Heraklion, Grecia (15K, Hard): Y. Oliel (Isr) b. [1] L. Glasspool (Gbr) 6-3 6-4
Vittoria di prestigio per il giovane israeliano Oliel, un 2000 mancino, al secondo titolo della sua carriera da professionista ottenuta contro la tds1, il britannico Glasspool, tennista più esperto che al secondo turno aveva eliminato Erik Crepaldi, unico azzurro in tabellone.

Forti e Frinzi, vincitori del doppio a Casale
M15 Casale Monferrato, Italia (15K, Terra): [3] F. Forti (ITA) b. [1] A. Avidzba (Rus) Walkover
Doppio:[1] F. Forti/M. Frinzi (ITA) b. [3] M. Deviatiarov (Ukr)/F. Vilardo (ITA) 6-4 6-4
Francesco Forti sbanca Casale Monferrato e conquista il suo primo titolo da professionista in singolare, per altro bissando il successo anche in doppio in coppia con l’amico Frinzi. Sulla terra rossa dello Sport Club Nuova Casale Francesco, che fa sempre base a Tirrenia e alterna settimane di lavoro con coach Galoppini ed altre con coach Petrazzuolo, ha messo tutti in fila, cominciando al primo turno con l’australiano Sweeny, poi eliminando Maggioli, proseguendo con Meis e Ramazzotti, prima di vincere il titolo grazie al ritiro del russo Avidzba, colpito da un grave lutto familiare. Queste le parole di Forti in esclusiva per alessandrozijno.it:” Settimana davvero positiva in cui sono riuscito a rimanere sul pezzo anche nei momenti più difficili, ad esempio nella seconda partita contro Maggioli. Questa è stata la partita della svolta: ero sotto un set e 3-4 con 3 palle break contro, una per volta le ho annullate e ho preso fiducia, ribaltando la situazione. Ho espresso un buon tennis per tutta la settimana, ora continuerò a lavorare soprattutto sul piano mentale, cercando la maniera di rimanere in questo stato positivo il più a lungo possibile. La stagione è lunga e sento maggiore consapevolezza.” Molto bene Fonio e Ramazzotti che hanno fatto semifinale, prendono fiducia e punti ITF preziosi. Iannaccone raggiunge i quarti, mentre Ceppellini, Filippo Moroni, Cutuli, Battaglino, Tomasetto, Ricca e Guerrieri si fermano al secondo turno. Discorso a parte merita Edoardo Eremin, battuto al primo turno da Ramazzotti, ma dolorante ancora al ginocchio che non gli dà pace e lo costringerà ancora a rimanere ai box per un po’. Fuori all’esordio anche Di Nocera, Bordone, Petrone, Roggero, Galoppini, Vilardo, Turco, Lavagno e Taddia.
M15 Cancun, Messico (15K, Hard): [7] R. Peniston (Gbr) b. [6] T. Etcheverry (Arg) 6-4 7-5
Ryan Peniston bissa il successo della scorsa settimana sempre a Cancun, trovando la decima vittoria consecutiva contro l’argentino Etcheverry in finale. Per il britannico di 23 anni vittorie che danno morale, quando l’anno passato stava addirittura meditando di interrompere l’attività internazionale. Per la seconda settimana consecutiva la sua strada si è incrociata con il nostro Brugnerotto, unico azzurro in tabellone, stavolta ai quarti di finale, battuto in entrambe le occasioni. Comunque finora tournee incoraggiante per l’azzurro che ha conquistato molti punti ITF e resterà ancora in Messico anche la settimana entrante.

Orlando Luz
M15 Valldoreix, Spagna (15K, Terra): [4] O. Luz (Bra) b. R. Matos (Bra) 6-3 6-4
Derby brasiliano di scena in Spagna, in questo interessante torneo giocato sulla terra rossa di Valldoreix, nei pressi di Barcellona. Si incontravano Orlando Luz, ex promessa e numero 1 al mondo nel 2015 da Junior, ora ventunenne, e l’altro brasiliano Rafael Matos, di 2 anni più grande, entrambi però molto forti su questa superficie, che è la loro preferita. L’ha spuntata il più giovane e talentuoso Orlando Luz che così conquista il suo quinto titolo ITF, il primo stagionale. I due in coppia per altro hanno raggiunto la finale. Luz ha tentato anche qualche esperienza Challenger, finora però senza grandi risultati. Unico azzurro nel Main Draw era Alexander Weis che si è qualificato ma poi è stato sconfitto all’esordio proprio dal finalista Matos.
M15 Kalmar, Svezia (15K, Terra): [1] M. Eriksson (Swe) b. D. Madaras (Swe) 6-2 6-2
Il grande favorito della vigilia Markus Eriksson riesce a spuntarla a Kalmar (anche in doppio), come aveva già fatto la settimana passata a Karlskrona: decimo titolo per lo svedese che entrerà presto in top 50 ITF e riproverà con i Challenger, suo vero obiettivo di carriera. Battuto in finale un altro svedese, di origini romene e allenato da papà Gelu, Dragos Nicolae Madaras, ventuno anni e ancora nessun acuto particolare in carriera se non una vittoria in un 15mila in Estonia lo scorso anno. Unico azzurro Lorenzo Bocchi che si è spinto fino al secondo turno.
M15 Tabarka, Tunisia (15K, Terra): [4] A. Dougaz (Tun) b. [2] J. Okala (Fra) 6-4 7-5
Il tunisino Aziz Dougaz conquista il consueto appuntamento settimanale di Tabarka in Tunisia, terzo torneo professionista vinto in carriera. Per il ventiduenne mancino di La Marsa vittoria in finale sul francese Okala, che sembra aver smaltito bene le indagini a suo carico, poi non confermate dall’accusa, della TIU nei suoi confronti. Il francese Okala in semifinale aveva sconfitto il nostro miglior azzurro in questo torneo: Luca Giacomini. Bene anche Ingarao e De Maio che si sono spinti al secondo turno, mentre si sono fermati all’esordio nel main draw Gabriele Maria Noce e Francesco Liucci. Per il 2001 Mauro De Maio primo tabellone principale da professionista in assoluto.

Dimitar Kuzmanov
M15 Antalya, Turchia (15K, Terra): [1] D. Kuzmanov (Bul) b. [8] O. Prihodko (Ukr) 3-6 6-2 6-1
Quando ho letto il sorteggio di Antalya ad inizio settimana ho strabuzzato gli occhi: che ci fa Dimitar Kuzmanov, uno che già frequenta i Challenger, che è attualmente 330 ATP in un torneo del WTT? Vuole provare il record di Futures vinti? In effetti questo di Antalya è il diciottesimo torneo ITF vinto in carriera per il bulgaro di Plovdiv che sceso in classifica ITF (era numero 74 ITF mentre qualche mese fa era numero 4) vuole recuperarla per avere più certezza di centrare l’ingresso nei Challenger. Vittoria per Kuzmanov in finale contro il sorprendente ucraino Prihodko, che fallisce il tentativo di primo torneo in singolare vinto in carriera da Pro. Unico azzurro in tabellone era Manfred Fellin, eliminato al primo turno dal romeno Cornea dopo aver superato le qualificazioni.

Julius Tverijonas
M15 Kampala, Uganda (15K, terra): [1] I. Nedelko (Rus) b. [Q] J. Tverijonas (Ltu) 6-1 6-4
Ivan Nedelko, come prima per Kuzmanov, è un tennista che ha già un livello superiore, e non è più un ragazzino essendo ultratrentenne e girando il circuito con alterne fortune da anni. Tuttavia è solito farsi queste trasferte africane o in posti meno battuti dagli altri, alla ricerca di punti pseudofacili. Che poi facili non sono mai, anche se almeno i primi due turni sono statisticamente più agevoli della media. Percorso netto per il russo che non lascia per strada nemmeno un set e conquista il suo ventitreesimo titolo ITF, il quarto stagionale e il terzo negli ultimi tre giocati, con 15 vittorie di fila. In finale battuto un tennista il cui nome è relativamente nuovo: il qualificato Julius Tverijonas. Dopo una carriera da Juniores discreta, con un best ranking Junior al numero 88 nel 2012 di lui si erano perse le tracce a livello internazionale. Mai entro i mille del mondo tra i professionisti, 25 anni a giugno, il lituano è un tennista alto quasi 190 centimetri e ben strutturato, con anche buoni fondamentali e un servizio incisivo. E’ un po’ un mistero come mai non sia mai riuscito davvero a sfondare. In realtà il mistero potrebbe essere risolto: nel 2015 ha deciso di traferirsi negli USA per studiare alla George Washington University e seguire un percorso parallelo, universitario e sportivo. Questo è uno dei motivi per cui molti americani emergono più tardi, dopo la laurea. Ora si è dato un paio di anni di tempo, se ottiene ingresso nei Challenger continua, altrimenti no. Almeno questo sembra essere l’orientamento di Tverijonas. Anche qua a Kampala nessun italiano.

Alessandro Zijno